giovedì 15 settembre 2011
Vestite Biologico per la vostra salute e per quella dell'ambiente
I capi in cotone biologico sono i migliori con cui vestirsi per la nostra salute e per quella dell'ambiente.
La maggior parte delle coltivazioni di cotone si attengono a tecniche di lavorazione tradizionali.
Questo fa sì che, quella del cotone, sia tra le produzioni più inquinanti del pianeta a causa del massiccio uso di pesticidi e fertilizzanti chimici.
Se optate per il cotone biologico fate bene al pianeta e a voi stessi, non esponendovi al contatto con i residui dei pesticidi tossici presenti nei capi di abbigliamento tradizionali.
Per approfondimenti: http://www.stilebiologico.it/materiali/cotone.php
mercoledì 14 settembre 2011
Ecoist alla Settimana della Moda con VegHipFashion La Moda Cruelty Free
Ecoist è un'azienda americana produce ed esporta nel mondo le borse e gli accessori moda più stilosi, ma anche accessori per la casa e complementi di arredo. Colorati, dalle forme accattivanti, sono realizzati riciclando carte di dolci, riviste, involucri di marchi famosi che danno il nome alle rispettive collezioni.
I partner di Ecoist che forniscono gli scarti che diventeranno poi oggetti di culto sono, tra i tanti, Coca Cola, Mars, Disney, Aveda. Da qui le linee di borse di ogni foggia e per ogni occasione ed i bracciali e le collane ecosostenibili e cruelty free. Fotografate e pubblicate da tutte le riviste di moda, come la grande borsa argento modello Mega Silver che è stata l’accessorio preferito da Samantha Jones, protagonista di Sex and the City. Le borse sono prodotte da comunità di donne peruviane e messicane e per ogni borsa venduta Ecoist pianta un albero.
Ecoist aderisce al concept VegHipFashion La Moda Cruelty presentato in anteprima a So Critical So Fashion dal 23 al 25 settembre - Frigoriferi Milanesi Via Piranesi a Milano
http://www.veghipfashion.it/
http://www.criticalfashion.it/
I partner di Ecoist che forniscono gli scarti che diventeranno poi oggetti di culto sono, tra i tanti, Coca Cola, Mars, Disney, Aveda. Da qui le linee di borse di ogni foggia e per ogni occasione ed i bracciali e le collane ecosostenibili e cruelty free. Fotografate e pubblicate da tutte le riviste di moda, come la grande borsa argento modello Mega Silver che è stata l’accessorio preferito da Samantha Jones, protagonista di Sex and the City. Le borse sono prodotte da comunità di donne peruviane e messicane e per ogni borsa venduta Ecoist pianta un albero.
Ecoist aderisce al concept VegHipFashion La Moda Cruelty presentato in anteprima a So Critical So Fashion dal 23 al 25 settembre - Frigoriferi Milanesi Via Piranesi a Milano
http://www.veghipfashion.it/
http://www.criticalfashion.it/
martedì 13 settembre 2011
Veg Hip Fashion - La Moda Cruelty Free a So Crtical So Fashion
Sperimentalismo e ricerca di una nuova dimensione di qualità che include anche valori etici sono le caratteristiche delle marche e delle collezioni che fanno e faranno parte del progetto Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free.
Un progetto del team Equology Ethic Competence che promuove e supporta stilisti e artigiani che, unitamente a quello per l’ambiente e le persone, hanno fatto del rispetto degli animali la propria filosofia, proponendo capi di abbigliamento ed accessori la cui realizzazione non ha comportato la loro uccisione o sofferenza.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Il lancio del concept sarà fatto in occasione di So Critical So Fashion a Milano dal 23 al 25 settembre presso Frigoriferi Milanesi via G. B. Piranesi 10.
Vi aspettiamo per presentarvi le collezioni degli stilisti e degli artigiani che hanno aderito al concept.
http://www.criticalfashion.it/
giovedì 8 settembre 2011
So Critical So Fashion: Tre giorni di moda critica, etica e indipendente
Durante la Settimana della moda milanese, Terre di mezzo Eventi propone una tre giorni di moda ricca di eventi accessibile, gratuita ed aperta a tutti nella prestigiosa location di Frigoriferi Milanesi.
Dopo il successo della prima edizione, da venerdì 23 a domenica 25 settembre torna So Critical So Fashion il primo evento in Italia dedicato alla moda critica, etica ma anche bella. Tre giorni di performance, workshop incontri e shopping per offrire agli amanti della moda “alternative possibili”: capi di abbigliamento e accessori che esprimano identità ed individualità, ma allo stesso tempo rispettino valori e buone pratiche. Protagoniste dell’evento saranno di qualità e attente all’ambiente, marchi giovani e indipendenti che scelgono una sartoria ricercata e ricca di tradizioni, progetti stilistici socialmente responsabili che propongono una moda sostenibile, senza però trascurare bellezza, qualità, innovazione e tendenze.
Il progetto prende vita dalla consapevolezza che il “sistema moda” ha bisogno di nuovi valori che corrispondano ai bisogni di un pubblico sempre più attento a ciò che indossa e che orienta le sue scelte d’acquisto anche in base alle caratteristiche etiche del capo e dell’accessorio: dal rispetto dell’ambiente ai diritti dei lavoratori.
Noi di Equology Ethic Competence abbiamo scelto So Critical So Fashion per presentare Veg Hip Fashion - La Moda Cruelty Free un progetto che promuove e supporta stilisti e artigiani che, unitamente a quello per l’ambiente e le persone, hanno fatto del rispetto degli animali la propria filosofia, proponendo capi di abbigliamento ed accessori la cui realizzazione non ha comportato la loro uccisione o sofferenza.
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è quindi un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
Vi aspettiamo a So Critical So Fashion
Dopo il successo della prima edizione, da venerdì 23 a domenica 25 settembre torna So Critical So Fashion il primo evento in Italia dedicato alla moda critica, etica ma anche bella. Tre giorni di performance, workshop incontri e shopping per offrire agli amanti della moda “alternative possibili”: capi di abbigliamento e accessori che esprimano identità ed individualità, ma allo stesso tempo rispettino valori e buone pratiche. Protagoniste dell’evento saranno di qualità e attente all’ambiente, marchi giovani e indipendenti che scelgono una sartoria ricercata e ricca di tradizioni, progetti stilistici socialmente responsabili che propongono una moda sostenibile, senza però trascurare bellezza, qualità, innovazione e tendenze.
Il progetto prende vita dalla consapevolezza che il “sistema moda” ha bisogno di nuovi valori che corrispondano ai bisogni di un pubblico sempre più attento a ciò che indossa e che orienta le sue scelte d’acquisto anche in base alle caratteristiche etiche del capo e dell’accessorio: dal rispetto dell’ambiente ai diritti dei lavoratori.
Noi di Equology Ethic Competence abbiamo scelto So Critical So Fashion per presentare Veg Hip Fashion - La Moda Cruelty Free un progetto che promuove e supporta stilisti e artigiani che, unitamente a quello per l’ambiente e le persone, hanno fatto del rispetto degli animali la propria filosofia, proponendo capi di abbigliamento ed accessori la cui realizzazione non ha comportato la loro uccisione o sofferenza.
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è quindi un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
Vi aspettiamo a So Critical So Fashion
mercoledì 7 settembre 2011
Ecologisti ci si nasce o ci si diventa? Intervista a Letizia Palmisano, ecologista e giornalista
Letizia 31 anni, romana. Ecologista e giornalista a forte vocazione ambientale. Questi sono, in poche parole, gli aggettivi che meglio la definiscono.
Con noi sta seguendo la Veg Hip Week attraverso una serie di interviste e speciali sul portale Low Impact.
Equology Ethic Competence …. ha deciso di intervistarla per farvi sapere qualcosa di più di lei.
Letizia, Ecologisti ci si nasce o ci si diventa?
Nel mio caso credo di esserci nata o almeno di aver avuto in me sempre un “seme green” che poi, anche grazie ad una serie di coincidenze fortunate e di persone molto preparate e sensibili (dalla famiglia alla scuola), è germogliato e continua a crescere ancora, perché non si smette mai di imparare come essere ogni giorno più sostenibile. Tuttavia ritengo anche che la consapevolezza si possa apprendere e in quel caso “correggere il tiro” e permette di diventare ecologisti anche da adulti: non è mai troppo tardi.
Con una laurea in giurisprudenza, peraltro in un profilo finanziario, come si arriva ad essere giornalisti “green”?
Oltre ad essere ecologista, ho sempre ritenuto importante mettere il proprio impegno in ciò in cui si crede. Non ho mai amato il “lamentificio” che derogasse agli altri il trovare soluzioni (e a volte la soluzione siamo noi stessi, ma la pigrizia è più forte della consapevolezza). Quindi ho sempre preso parte alle piccole tante battaglie anche a livello locale in cui l’ambiente, potete ben immaginare, rivestiva un ruolo fondamentale. Se ognuno poteva dare il proprio contributo, io cercavo di farlo attraverso blog, la rete e scrivendo comunicati. Da lì è iniziata la collaborazione con alcuni giornali fino ad arrivare all’iscrizione all’albo. E intanto la laurea e l’attività forense. Però ben presto, mi son accorta che mi mancava il mio “habitat”. Non riuscivo a relegare l’ecologia solo al tempo libero, ma volevo farne anche una piccola missione personale utilizzando le mie capacità e quindi prima con la scrittura e poi sviluppando una serie di competenze sulla comunicazione latu sensu.
Solo ambiente quindi?
No, ambiente vuol dire tante cose: una serie di innovazioni tecnologiche che permettano di vivere meglio a minor impatto ambientale, la salvaguardia di prodotti locali (e la riscoperta dei sapori) e la consapevolezza di ciò che si mangia, l’efficienza nelle pubbliche amministrazioni, immaginare come sarà lo sviluppo delle città e della società…
Dacci un paio di indicazioni Veg Hip…
Mi vengono in mente veramente tante cose. Dico le prime: ieri ho (ri)preso un po’ di intimo “bio”. La prima volta che ho letto “mais” e legno devo dire che ero un pizzico titubante. Ho dovuto felicemente ricredermi: sono eccezionali anche per il senso di “tocco di nuvola” che danno sulla pelle. Le altre nella cucina: prodotti freschi di stagione con una predilezione per frutta e verdura e per prodotti a Km zero. Mi piace definirmi locavora, come mi ha insegnato un amico veramente esperto in sapori del Lazio, Vincenzo Mancino.
Due piatti al volo, ‘sta volta dacceli tu, dopo quelli chiesti ai nostri ospiti…
La pizza con la cipolla: dopo 4-5 ore di lievitazione la ri-impasto con un po’ di cipolla prima soffritta in padella con olio e lascio ancora lievitare per circa tre ore Dopodiché spennello con un po’ del liquido tirato fuori dalla cipolla stessa assieme all’olio quando la soffriggo (che preventivamente metto da parte) e lascio cuocere in forno (classe A, ovviamente”). E il riso (che prendo sfuso) cotto immerso in poche dita d’acqua e della verza (o scarola, o quel che abbiate) con un pizzico di peperoncino. Beh quest’ultimo a dire il vero è calabrese, come a dire il vero anche la cipolla… di Tropea. D’altra parte, chi mi darebbe torto?.
Grazie Letizia!
http://www.letiziapalmisano.it/html/
http://info.lowimpact.it/
http://it-it.facebook.com/low.impact.page
giovedì 1 settembre 2011
Veg Hip Lo Stile di Vita in linea con l'ambiente
Veg Hip: dall’alimentazione alla moda fashion. Un brand con un significato molto forte sia dal punto di vista dell’etica che della sostenibilità. Perché, come, quando… e con chi ce lo racconta Cristina Buraschi organizzatrice con Equology Ethic Competence, della Veg Hip Week a Milano.
Veg Hip… un nome, quasi un brand breve, con un grande significato. Può dirci qualcosa di più?
Il nome Veg Hip nasce da una riflessione fatta insieme ai miei colleghi di Equology Ethic Competence secondo cui lo stile di vita veg rappresenta un’espressione di consapevolezza e rispetto nei confronti di tutti, fortemente orientata al futuro in quanto coniuga in modo sinergico benessere individuale e benessere collettivo. Una scelta “intelligente”, generosa e ponderata che, se riuscirà a coinvolge la maggior parte di noi, potrà contribuire a preservare la salute di tutti e quella del nostro pianeta.
Ovvero?
E’ ormai un dato assodato che gli allevamenti intensivi sono una della maggiori cause di inquinamento e che se tutti noi riuscissimo a ridurre il consumo di ingredienti di origine animale, come carne, latte e derivati e uova, aiuteremmo noi stessi e il pianeta a stare meglio. Adottare uno stile di vita veg significa non solo intervenire sulla propria alimentazione, ma fare scelte di “consumo” trasversali che coinvolgono diversi settori merceologi, apparentemente estranei alla filosofia veg.
Veg Hip è quindi un concept che coinvolgerà non solo l’alimentazione ma anche l’abbigliamento con l’obiettivo di promuovere diverse aziende a marche che hanno fatto del rispetto dell’ambiente e degli animali, la loro filosofia. In questo senso, dal punto di vista della comunicazione, Veg Hip può essere considerato un brand.
Veg Hip Week. Quando, dove e… cosa sarà?
La prima edizione della Veg Hip Week si terrà a Milano dall’1 al 7 ottobre in occasione della settimana veg internazionale e coinvolgerà l’intera città, animandola con eventi, conferenze, incontri, happy hour e serate a tema a cui i cittadini potranno partecipare divertendosi e socializzando, approfondendo al contempo i vari argomenti legati al tema del veganesimo. Sono previsti interventi da parte di relatori esperti di alimentazione, ambiente e benessere e corsi di cucina tenuti da veg chef qualificati.
Per il lancio abbiamo scelto Milano perché è la città che ospiterà l’Expo 2015 in quanto i contenuti e gli obiettivi della Veg Hip Week sono assolutamente in linea con il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
A chi sarà rivolta e con quali obiettivi?
È rivolta a tutti: agli ambientalisti, ai salutisti, ai curiosi e a tutti coloro che vogliono iniziare a fare qualcosa di concreto per contribuire a consumare il meno possibile il nostro pianeta e migliorare le condizioni di vita di tutti, anche degli animali. E naturalmente a chi è già vegetariano e vegano.
L’obiettivo è principalmente quello di sensibilizzare le persone sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla nostra salute ma anche di sfatare il mito che essere vegetariani o vegani significhi rinunciare al gusto e mangiare solo verdura e frutta.
Le aziende e i ristoranti e i locali che aderiranno alla manifestazione offriranno per l’occasione menu saporiti e completi dal punto nutrizionale.
Esperti saranno inoltre a disposizione per chiarire dubbi e dare informazioni utili e i nostri veg chef studieranno menu veg ad hoc per insegnare, a chi lo vorrà, a cucinare in modo semplice e veloce piatti raffinati e gustosi.
Relativamente ai ristoranti e ai locali che aderiranno all’iniziativa, noi di Equology Ethic Competence speriamo che continuino ad offrire piatti veg anche dopo la settimana della Veg Hip Week per soddisfare la richiesta e le esigenze dei vegetariani e dei vegani il cui numero è in costante aumento.
Parliamo invece di Veg Hip Fashion…?
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
In un’ottica di contaminazione, sarà possibile trovare Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free non solo on line ma anche e soprattutto in punti vendita unexpected e accuratamente selezionati, supportati da una comunicazione ad hoc che permetterà di individuare facilmente le collezioni.
Il primo appuntamento è a So Critical So Fashion a Milano dal 23 al 25 settembre presso Frigoriferi Milanesi via G. B. Piranesi 10.
http://info.lowimpact.it/it/contenuti/interviste/34-default/517-veg-hip-lo-stile-di-vita-in-linea-con-lambiente-intervista-a-cristina-buraschi.html
Veg Hip… un nome, quasi un brand breve, con un grande significato. Può dirci qualcosa di più?
Il nome Veg Hip nasce da una riflessione fatta insieme ai miei colleghi di Equology Ethic Competence secondo cui lo stile di vita veg rappresenta un’espressione di consapevolezza e rispetto nei confronti di tutti, fortemente orientata al futuro in quanto coniuga in modo sinergico benessere individuale e benessere collettivo. Una scelta “intelligente”, generosa e ponderata che, se riuscirà a coinvolge la maggior parte di noi, potrà contribuire a preservare la salute di tutti e quella del nostro pianeta.
Ovvero?
E’ ormai un dato assodato che gli allevamenti intensivi sono una della maggiori cause di inquinamento e che se tutti noi riuscissimo a ridurre il consumo di ingredienti di origine animale, come carne, latte e derivati e uova, aiuteremmo noi stessi e il pianeta a stare meglio. Adottare uno stile di vita veg significa non solo intervenire sulla propria alimentazione, ma fare scelte di “consumo” trasversali che coinvolgono diversi settori merceologi, apparentemente estranei alla filosofia veg.
Veg Hip è quindi un concept che coinvolgerà non solo l’alimentazione ma anche l’abbigliamento con l’obiettivo di promuovere diverse aziende a marche che hanno fatto del rispetto dell’ambiente e degli animali, la loro filosofia. In questo senso, dal punto di vista della comunicazione, Veg Hip può essere considerato un brand.
Veg Hip Week. Quando, dove e… cosa sarà?
La prima edizione della Veg Hip Week si terrà a Milano dall’1 al 7 ottobre in occasione della settimana veg internazionale e coinvolgerà l’intera città, animandola con eventi, conferenze, incontri, happy hour e serate a tema a cui i cittadini potranno partecipare divertendosi e socializzando, approfondendo al contempo i vari argomenti legati al tema del veganesimo. Sono previsti interventi da parte di relatori esperti di alimentazione, ambiente e benessere e corsi di cucina tenuti da veg chef qualificati.
Per il lancio abbiamo scelto Milano perché è la città che ospiterà l’Expo 2015 in quanto i contenuti e gli obiettivi della Veg Hip Week sono assolutamente in linea con il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
A chi sarà rivolta e con quali obiettivi?
È rivolta a tutti: agli ambientalisti, ai salutisti, ai curiosi e a tutti coloro che vogliono iniziare a fare qualcosa di concreto per contribuire a consumare il meno possibile il nostro pianeta e migliorare le condizioni di vita di tutti, anche degli animali. E naturalmente a chi è già vegetariano e vegano.
L’obiettivo è principalmente quello di sensibilizzare le persone sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla nostra salute ma anche di sfatare il mito che essere vegetariani o vegani significhi rinunciare al gusto e mangiare solo verdura e frutta.
Le aziende e i ristoranti e i locali che aderiranno alla manifestazione offriranno per l’occasione menu saporiti e completi dal punto nutrizionale.
Esperti saranno inoltre a disposizione per chiarire dubbi e dare informazioni utili e i nostri veg chef studieranno menu veg ad hoc per insegnare, a chi lo vorrà, a cucinare in modo semplice e veloce piatti raffinati e gustosi.
Relativamente ai ristoranti e ai locali che aderiranno all’iniziativa, noi di Equology Ethic Competence speriamo che continuino ad offrire piatti veg anche dopo la settimana della Veg Hip Week per soddisfare la richiesta e le esigenze dei vegetariani e dei vegani il cui numero è in costante aumento.
Parliamo invece di Veg Hip Fashion…?
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
In un’ottica di contaminazione, sarà possibile trovare Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free non solo on line ma anche e soprattutto in punti vendita unexpected e accuratamente selezionati, supportati da una comunicazione ad hoc che permetterà di individuare facilmente le collezioni.
Il primo appuntamento è a So Critical So Fashion a Milano dal 23 al 25 settembre presso Frigoriferi Milanesi via G. B. Piranesi 10.
http://info.lowimpact.it/it/contenuti/interviste/34-default/517-veg-hip-lo-stile-di-vita-in-linea-con-lambiente-intervista-a-cristina-buraschi.html
giovedì 4 agosto 2011
Acqua sporca: l’Italia rischia sanzioni dall’Unione Europea
I nostri scarichi fognari finiscono spesso nei mari e nei fiumi senza essere trattati.
A denunciarlo è la Commissione Europea che ha ripreso l’Italia per non essersi ancora dotata di sistemi di depurazione delle acque reflue.
In particolare, la richiesta della UE riguarda i centri urbani con più di 10mila abitanti, dove questi impianti avrebbero dovuto essere istituiti già dal 1998.
La mancanza di impianti idonei di depurazione delle acque comporta rischi per la salute dell’uomo e per l’ambiente marino.
Gli Stati Membri sono anche tenuti a garantire che le acque di scarico subiscano un trattamento secondario allo scopo di rimuovere le sostanze inquinanti prima che siano scaricate nei mari e nei fiumi.
In Italia almeno 143 città, sparse per la penisola, non sono ancora collegate ad un impianto fognario adeguato e sono prive di impianti per il trattamento secondario.
Insomma siamo decisamente indietro rispetto agli standard richiesti dalla direttiva europea!
Fonte: Altroconsumo periodico di informazione, difesa e rappresentanza dei consumatori
http://www.altroconsumo.it/
mercoledì 3 agosto 2011
Gli animali non sono tutti uguali di fronte alla legge
Ieri sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato un Decreto Legislativo che mette in serio pericolo la protezione della fauna selvatica.
Dal 16 agosto infatti per chi uccide, cattura o detiene animali protetti sono previste sanzioni inferiori a quelle vigenti. Si torna indietro, insomma.
Ora i bracconieri avranno vita più facile, dato che lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha proposto di non far applicare alcuna sanzione nel caso in cui si uccida una quantità “trascurabile” di animali.
Ma se fosse solo una questione di quantità, allora perché per chi uccide un solo animale domestico sono previste pene più severe?
La verità è che la morte di un animale, qualsiasi animale, non è quantificabile.
Per questo la LAV tenterà tutte le strade, compreso il ricorso in sede europea, per far rispettare la direttiva 2008/99 di Bruxelles, che invita gli Stati membri ad adottare sanzioni penali efficaci e dissuasive contro chi mette in pericolo la fauna.
Fonte: http://www.facebook.com/#!/notes/lav/gli-animali-non-sono-tutti-uguali-di-fronte-alla-legge/10150264927213811
http://www.lav.it/
Dal 16 agosto infatti per chi uccide, cattura o detiene animali protetti sono previste sanzioni inferiori a quelle vigenti. Si torna indietro, insomma.
Ora i bracconieri avranno vita più facile, dato che lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha proposto di non far applicare alcuna sanzione nel caso in cui si uccida una quantità “trascurabile” di animali.
Ma se fosse solo una questione di quantità, allora perché per chi uccide un solo animale domestico sono previste pene più severe?
La verità è che la morte di un animale, qualsiasi animale, non è quantificabile.
Per questo la LAV tenterà tutte le strade, compreso il ricorso in sede europea, per far rispettare la direttiva 2008/99 di Bruxelles, che invita gli Stati membri ad adottare sanzioni penali efficaci e dissuasive contro chi mette in pericolo la fauna.
Fonte: http://www.facebook.com/#!/notes/lav/gli-animali-non-sono-tutti-uguali-di-fronte-alla-legge/10150264927213811
http://www.lav.it/
martedì 2 agosto 2011
Dopo la puntura niente: due le creme denunciate da Altroconsumo
Con l’arrivo della stagione estiva una tra le cose più fastidiose, un po’ per tutti, ci sono le punture delle zanzare; di conseguenza, aumentano gli acquisti di creme e spray per allontanare le zanzare e per evitare di farsi “succhiare il sangue” o alleviare il dolore.
Non tutti sanno che le creme da applicare sulle punture di zanzara sono semplici cosmetici e come tali non possono promettere né di alleviare il dolore né di avere un effetto protettivo contro i morsi.
L’indicazione del Ministero della Salute è chiara: possono solo promettere un’azione lenitiva sul prurito.
Inoltre si tratta di prodotti a base sostanze aggressive come alcol o ammoniaca che possono provocare reazioni indesiderate e le cui formule spesso contengono allergeni come oli essenziali o profumazioni e conservanti che sono tra le cause più frequenti di reazioni allergiche e sensibilizzazioni.
Altroconsumo ne ha denunciate due al Ministero della Salute:
Zcare Afterbite Gentle suggerisce “un’azione protettiva” mentre Vape Derm Herbal Gel dopo puntura non solo promette di alleviare il dolore ma, sulla confezione, cita la citronella una pianta che non compare nell’elenco degli ingredienti del prodotto.
Per non parlare dei “dopo puntura” che si dichiarano adatti ai bambini piccoli.
Come ad esempio Orphea dopopuntura lozione “pelli sensibili” che ha come primo ingrediente l’alcol e cinque allergeni più cinque conservanti!
O Chicco Zzzzzm No Penna Sollievo Lenitivo 0+ (cioè adatto dai primi mesi di vita!) che contiene alcol, otto composti segnalati come frequenti allergeni e quattro conservanti tra cui un liberatore di formaldeide.
Se basta non contenere ammoniaca per dichiararsi adatti ai bimbi …………
Fonte: Altroconsumo periodico di informazione, difesa e rappresentanza dei consumatori www.altroconsumo.it
Non tutti sanno che le creme da applicare sulle punture di zanzara sono semplici cosmetici e come tali non possono promettere né di alleviare il dolore né di avere un effetto protettivo contro i morsi.
L’indicazione del Ministero della Salute è chiara: possono solo promettere un’azione lenitiva sul prurito.
Inoltre si tratta di prodotti a base sostanze aggressive come alcol o ammoniaca che possono provocare reazioni indesiderate e le cui formule spesso contengono allergeni come oli essenziali o profumazioni e conservanti che sono tra le cause più frequenti di reazioni allergiche e sensibilizzazioni.
Altroconsumo ne ha denunciate due al Ministero della Salute:
Zcare Afterbite Gentle suggerisce “un’azione protettiva” mentre Vape Derm Herbal Gel dopo puntura non solo promette di alleviare il dolore ma, sulla confezione, cita la citronella una pianta che non compare nell’elenco degli ingredienti del prodotto.
Per non parlare dei “dopo puntura” che si dichiarano adatti ai bambini piccoli.
Come ad esempio Orphea dopopuntura lozione “pelli sensibili” che ha come primo ingrediente l’alcol e cinque allergeni più cinque conservanti!
O Chicco Zzzzzm No Penna Sollievo Lenitivo 0+ (cioè adatto dai primi mesi di vita!) che contiene alcol, otto composti segnalati come frequenti allergeni e quattro conservanti tra cui un liberatore di formaldeide.
Se basta non contenere ammoniaca per dichiararsi adatti ai bimbi …………
Fonte: Altroconsumo periodico di informazione, difesa e rappresentanza dei consumatori www.altroconsumo.it
lunedì 1 agosto 2011
Quanta acqua serve ai pomodori?
Per la prima volta in Italia, grazie alla partnership Mutti-WWF, viene calcolata l'impronta idrica di un’intera filiera produttiva.
L'azienda Mutti, produttrice di concentrato, passata e polpa di pomodoro, è la prima in Italia, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo).
L’obiettivo di questa indagine, a cui si affianca quella sulle emissioni di CO2, è produrre pomodori che approdino dai campi alle nostre tavole con un minore impatto ambientale, secondo target di riduzione che verranno annunciati nei prossimi mesi.
Per approfondimenti: http://wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/Allegati%20a%20NEWS%20diversi%20da%20dossier/SCHEDA%20MUTTI_ACQUA%20E%20POMODORI.pdf
L'azienda Mutti, produttrice di concentrato, passata e polpa di pomodoro, è la prima in Italia, ad aver calcolato i consumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione del pomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientifico del WWF e del Dipartimento di Ecologia Forestale della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia (Viterbo).
L’obiettivo di questa indagine, a cui si affianca quella sulle emissioni di CO2, è produrre pomodori che approdino dai campi alle nostre tavole con un minore impatto ambientale, secondo target di riduzione che verranno annunciati nei prossimi mesi.
Per approfondimenti: http://wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/Allegati%20a%20NEWS%20diversi%20da%20dossier/SCHEDA%20MUTTI_ACQUA%20E%20POMODORI.pdf
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