In un periodo di crisi economica e di grande difficoltà, ci ha fatto molto piacere leggere su un noto quotidiano che un'azienda di Pisa ha detto di no all'offerta di costruire un impianto per refrigerare la vasca in cui sarebbero stati testati siluri militari.
La decisione è stata presa dal giovane e illuminato titolare insieme ai dipendenti: in assemblea la maggioranza ha deciso di non lavorare per l'industria bellica, nonostante l'azienda sia in serie difficoltà.
Un esempio virtuoso e coraggioso di un'azienda che ha dimostrato di agire secondo i principi del mkt 3.0, poiché ha dato più importanza ai valori rispetto alla redditività immediata.
Una prova di maturità, serietà e coerenza rispetto alla vision etica chiaramente espressa dal nome stesso dell'azienda: Morellato Energia Etica e Ambiente.
Un sincero augurio, da parte nostra, al Signor Morellato e a tutti i suoi valorosi dipendenti di avere tutto il successo che si meritano.
Ad astra per aspera.
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mercoledì 18 luglio 2012
venerdì 16 settembre 2011
Come essere fashion e rispettare gli animali e l'ambiente
Creatività, stile e cura dei particolari sono tutte caratteristiche che contraddistinguono le collezioni di Romeo.
Ma quello che rende uniche queste fantastiche scarpe "Italian Style" sono il rispetto per gli animali e per l'ambiente.
Si, perchè di RomeoVegan produce calzature completamente prive di parti di origine animale.
Nessuna rinuncia, una scelta critica di rispetto verso l’ambiente e chi lo abita.
In cambio solo qualità, ricerca, stile e comodità.
L’alternativa proposta non è insita nel modello ma nel materiale, le scarpe di Romeo sono semplicemente una sintesi del vestire italiano con stile ed equilibrio sostenibile.
Le collezioni uomo e donna sono prodotte al 100% con materiali sostitutivi della pelle e del cuoio.
Microfibre di alta tecnologia a ridotto impatto ambientale, tessuti biologici e riciclati, suole in gomma naturale o di sintesi ma di riciclo, sughero e fibra vegetale: queste sono le parti che compongono interamente gli articoli di Romeo, indiscutibilmente cruelty free.
La continua ricerca sulle materie prime ha così permesso di ridurre l’inquinamento generato di nove decimi rispetto ad una comune calzatura in pelle.
Se vuoi conoscere le collezioni di Romeo, vieni a So Critical So Fashion dal 23 al 25 settembre - Frigoriferi Milanesi Via Piranesi Milano.
http://www.facebook.com/#!/diRomeo.Italy
http://www.diromeovegan.it/
http://www.criticalfashion.it/
Ma quello che rende uniche queste fantastiche scarpe "Italian Style" sono il rispetto per gli animali e per l'ambiente.
Si, perchè di RomeoVegan produce calzature completamente prive di parti di origine animale.
Nessuna rinuncia, una scelta critica di rispetto verso l’ambiente e chi lo abita.
In cambio solo qualità, ricerca, stile e comodità.
L’alternativa proposta non è insita nel modello ma nel materiale, le scarpe di Romeo sono semplicemente una sintesi del vestire italiano con stile ed equilibrio sostenibile.
Le collezioni uomo e donna sono prodotte al 100% con materiali sostitutivi della pelle e del cuoio.
Microfibre di alta tecnologia a ridotto impatto ambientale, tessuti biologici e riciclati, suole in gomma naturale o di sintesi ma di riciclo, sughero e fibra vegetale: queste sono le parti che compongono interamente gli articoli di Romeo, indiscutibilmente cruelty free.
La continua ricerca sulle materie prime ha così permesso di ridurre l’inquinamento generato di nove decimi rispetto ad una comune calzatura in pelle.
Se vuoi conoscere le collezioni di Romeo, vieni a So Critical So Fashion dal 23 al 25 settembre - Frigoriferi Milanesi Via Piranesi Milano.
http://www.facebook.com/#!/diRomeo.Italy
http://www.diromeovegan.it/
http://www.criticalfashion.it/
giovedì 1 settembre 2011
Veg Hip Lo Stile di Vita in linea con l'ambiente
Veg Hip: dall’alimentazione alla moda fashion. Un brand con un significato molto forte sia dal punto di vista dell’etica che della sostenibilità. Perché, come, quando… e con chi ce lo racconta Cristina Buraschi organizzatrice con Equology Ethic Competence, della Veg Hip Week a Milano.
Veg Hip… un nome, quasi un brand breve, con un grande significato. Può dirci qualcosa di più?
Il nome Veg Hip nasce da una riflessione fatta insieme ai miei colleghi di Equology Ethic Competence secondo cui lo stile di vita veg rappresenta un’espressione di consapevolezza e rispetto nei confronti di tutti, fortemente orientata al futuro in quanto coniuga in modo sinergico benessere individuale e benessere collettivo. Una scelta “intelligente”, generosa e ponderata che, se riuscirà a coinvolge la maggior parte di noi, potrà contribuire a preservare la salute di tutti e quella del nostro pianeta.
Ovvero?
E’ ormai un dato assodato che gli allevamenti intensivi sono una della maggiori cause di inquinamento e che se tutti noi riuscissimo a ridurre il consumo di ingredienti di origine animale, come carne, latte e derivati e uova, aiuteremmo noi stessi e il pianeta a stare meglio. Adottare uno stile di vita veg significa non solo intervenire sulla propria alimentazione, ma fare scelte di “consumo” trasversali che coinvolgono diversi settori merceologi, apparentemente estranei alla filosofia veg.
Veg Hip è quindi un concept che coinvolgerà non solo l’alimentazione ma anche l’abbigliamento con l’obiettivo di promuovere diverse aziende a marche che hanno fatto del rispetto dell’ambiente e degli animali, la loro filosofia. In questo senso, dal punto di vista della comunicazione, Veg Hip può essere considerato un brand.
Veg Hip Week. Quando, dove e… cosa sarà?
La prima edizione della Veg Hip Week si terrà a Milano dall’1 al 7 ottobre in occasione della settimana veg internazionale e coinvolgerà l’intera città, animandola con eventi, conferenze, incontri, happy hour e serate a tema a cui i cittadini potranno partecipare divertendosi e socializzando, approfondendo al contempo i vari argomenti legati al tema del veganesimo. Sono previsti interventi da parte di relatori esperti di alimentazione, ambiente e benessere e corsi di cucina tenuti da veg chef qualificati.
Per il lancio abbiamo scelto Milano perché è la città che ospiterà l’Expo 2015 in quanto i contenuti e gli obiettivi della Veg Hip Week sono assolutamente in linea con il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
A chi sarà rivolta e con quali obiettivi?
È rivolta a tutti: agli ambientalisti, ai salutisti, ai curiosi e a tutti coloro che vogliono iniziare a fare qualcosa di concreto per contribuire a consumare il meno possibile il nostro pianeta e migliorare le condizioni di vita di tutti, anche degli animali. E naturalmente a chi è già vegetariano e vegano.
L’obiettivo è principalmente quello di sensibilizzare le persone sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla nostra salute ma anche di sfatare il mito che essere vegetariani o vegani significhi rinunciare al gusto e mangiare solo verdura e frutta.
Le aziende e i ristoranti e i locali che aderiranno alla manifestazione offriranno per l’occasione menu saporiti e completi dal punto nutrizionale.
Esperti saranno inoltre a disposizione per chiarire dubbi e dare informazioni utili e i nostri veg chef studieranno menu veg ad hoc per insegnare, a chi lo vorrà, a cucinare in modo semplice e veloce piatti raffinati e gustosi.
Relativamente ai ristoranti e ai locali che aderiranno all’iniziativa, noi di Equology Ethic Competence speriamo che continuino ad offrire piatti veg anche dopo la settimana della Veg Hip Week per soddisfare la richiesta e le esigenze dei vegetariani e dei vegani il cui numero è in costante aumento.
Parliamo invece di Veg Hip Fashion…?
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
In un’ottica di contaminazione, sarà possibile trovare Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free non solo on line ma anche e soprattutto in punti vendita unexpected e accuratamente selezionati, supportati da una comunicazione ad hoc che permetterà di individuare facilmente le collezioni.
Il primo appuntamento è a So Critical So Fashion a Milano dal 23 al 25 settembre presso Frigoriferi Milanesi via G. B. Piranesi 10.
http://info.lowimpact.it/it/contenuti/interviste/34-default/517-veg-hip-lo-stile-di-vita-in-linea-con-lambiente-intervista-a-cristina-buraschi.html
Veg Hip… un nome, quasi un brand breve, con un grande significato. Può dirci qualcosa di più?
Il nome Veg Hip nasce da una riflessione fatta insieme ai miei colleghi di Equology Ethic Competence secondo cui lo stile di vita veg rappresenta un’espressione di consapevolezza e rispetto nei confronti di tutti, fortemente orientata al futuro in quanto coniuga in modo sinergico benessere individuale e benessere collettivo. Una scelta “intelligente”, generosa e ponderata che, se riuscirà a coinvolge la maggior parte di noi, potrà contribuire a preservare la salute di tutti e quella del nostro pianeta.
Ovvero?
E’ ormai un dato assodato che gli allevamenti intensivi sono una della maggiori cause di inquinamento e che se tutti noi riuscissimo a ridurre il consumo di ingredienti di origine animale, come carne, latte e derivati e uova, aiuteremmo noi stessi e il pianeta a stare meglio. Adottare uno stile di vita veg significa non solo intervenire sulla propria alimentazione, ma fare scelte di “consumo” trasversali che coinvolgono diversi settori merceologi, apparentemente estranei alla filosofia veg.
Veg Hip è quindi un concept che coinvolgerà non solo l’alimentazione ma anche l’abbigliamento con l’obiettivo di promuovere diverse aziende a marche che hanno fatto del rispetto dell’ambiente e degli animali, la loro filosofia. In questo senso, dal punto di vista della comunicazione, Veg Hip può essere considerato un brand.
Veg Hip Week. Quando, dove e… cosa sarà?
La prima edizione della Veg Hip Week si terrà a Milano dall’1 al 7 ottobre in occasione della settimana veg internazionale e coinvolgerà l’intera città, animandola con eventi, conferenze, incontri, happy hour e serate a tema a cui i cittadini potranno partecipare divertendosi e socializzando, approfondendo al contempo i vari argomenti legati al tema del veganesimo. Sono previsti interventi da parte di relatori esperti di alimentazione, ambiente e benessere e corsi di cucina tenuti da veg chef qualificati.
Per il lancio abbiamo scelto Milano perché è la città che ospiterà l’Expo 2015 in quanto i contenuti e gli obiettivi della Veg Hip Week sono assolutamente in linea con il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
A chi sarà rivolta e con quali obiettivi?
È rivolta a tutti: agli ambientalisti, ai salutisti, ai curiosi e a tutti coloro che vogliono iniziare a fare qualcosa di concreto per contribuire a consumare il meno possibile il nostro pianeta e migliorare le condizioni di vita di tutti, anche degli animali. E naturalmente a chi è già vegetariano e vegano.
L’obiettivo è principalmente quello di sensibilizzare le persone sull’impatto che le scelte alimentari hanno sull’ambiente e sulla nostra salute ma anche di sfatare il mito che essere vegetariani o vegani significhi rinunciare al gusto e mangiare solo verdura e frutta.
Le aziende e i ristoranti e i locali che aderiranno alla manifestazione offriranno per l’occasione menu saporiti e completi dal punto nutrizionale.
Esperti saranno inoltre a disposizione per chiarire dubbi e dare informazioni utili e i nostri veg chef studieranno menu veg ad hoc per insegnare, a chi lo vorrà, a cucinare in modo semplice e veloce piatti raffinati e gustosi.
Relativamente ai ristoranti e ai locali che aderiranno all’iniziativa, noi di Equology Ethic Competence speriamo che continuino ad offrire piatti veg anche dopo la settimana della Veg Hip Week per soddisfare la richiesta e le esigenze dei vegetariani e dei vegani il cui numero è in costante aumento.
Parliamo invece di Veg Hip Fashion…?
Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free è un concept innovativo sia per contenuti che per politiche commerciali e di comunicazione con il quale si vogliono coinvolgere la mente, i sensi, il cuore e lo spirito del target di riferimento.
E’ un progetto pionieristico con il quale si vuole andare oltre la concezione di moda tradizionale e contribuire a rafforzare la moda critica aggiungendo una nuova dimensione, quella del Cruelty-Free.
Le marche e le collezioni promosse da VEG HIP Fashion La Moda Cruelty Free sono sinonimo di stile, innovazione, creatività, attenzione ai materiali, al loro recupero e lavorazione, con l’obiettivo di offrire capi di abbigliamento e accessori chic, trendy, esclusivi e non stereotipati.
Ogni pezzo delle collezioni presentate è quindi unico per l’asset di valori intrinseci ed estrinseci che lo contraddistingue e che lo rendono un must have nel proprio guardaroba.
In un’ottica di contaminazione, sarà possibile trovare Veg Hip Fashion La Moda Cruelty Free non solo on line ma anche e soprattutto in punti vendita unexpected e accuratamente selezionati, supportati da una comunicazione ad hoc che permetterà di individuare facilmente le collezioni.
Il primo appuntamento è a So Critical So Fashion a Milano dal 23 al 25 settembre presso Frigoriferi Milanesi via G. B. Piranesi 10.
http://info.lowimpact.it/it/contenuti/interviste/34-default/517-veg-hip-lo-stile-di-vita-in-linea-con-lambiente-intervista-a-cristina-buraschi.html
martedì 14 giugno 2011
Responsabilità estesa del produttore: criticità e punti di forza di una strategia innovativa
Mercoledì 15 giugno a Roma si terrà il convegno internazionale “Responsabilità Estesa del Produttore: criticità e punti di forza di una strategia innovativa”, organizzato da Low Impact e Cooperativa ERICA nella sala delle colonne della Camera dei Deputati, in via della Mercede 55.
La responsabilità estesa del produttore (Epr) è una strategia disegnata per promuovere l’integrazione dei costi ambientali sostenuti nella produzione e utilizzazione di un bene, nel corso del suo ciclo di vita, nel prezzo prodotto stesso.
E’ stata ufficialmente introdotta nell’ordinamento giuridico con la direttiva europea quadro sui rifiuti 98/2008 e recepita dallo Stato Italiano con il decreto 205/10.
Il Governo ha ora il compito, attraverso specifici decreti, di regolamentarne l’attuazione.
Il convegno intende quindi porre l’attenzione sulle criticità e sui punti di forza dell’applicazione di questa strategia, in Italia e in Europa, sotto diversi punti di vista.
A moderare il dibattito sarà Roberto Cavallo, presidente di ERICA, azienda leader in Italia per la comunicazione ambientale. Sono quindi previsti interventi di Andrea Cinosi, presidente di Low Impact, e di Pietro Di Paolo, assessore alle attività produttive e rifiuti della Regione Lazio. Thomas Lindhqvist, della Lund University (Svezia), parlerà quindi delle esperienze europee, mentre Angelo Monfredini (Xerox SpA), Luigi Langella (Seat) e Walter Facciotto (CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi) porteranno la voce delle aziende sull’Epr.
«L’Associazione “Low Impact” è nata con l’obiettivo di diffondere la cultura del Risparmio Ambientale e di creare le condizioni perché tutti i soggetti siano facilitati nell’adottare impegni concreti in tal senso – afferma Andrea Cinosi Presidente di Low Impact. Trattandosi della prima volta che una tematica di tale rilevanza viene approfondita in maniera autorevole in Italia, il convegno organizzato in collaborazione con Cooperativa Erica è una testimonianza della strategia vincente adottata da Low Impact che mira alla promozione di comportamenti concreti per il Risparmio Ambientale e promuove un’azione sinergica di tutti i soggetti coinvolti nella difesa ambientale, come significativamente dimostrato da temi complessi e delicati come quello della Responsabilità Estesa del Produttore».
«Solo una stretta collaborazione tra autorità locali imprese e cittadini permetterà una reale sostenibilità dello sviluppo – spiega Roberto Cavallo, Presidente di ERICA. In questo quadro, pensando ai rifiuti, per consentire ai cittadini di fare una raccolta differenziata ottimale e alle imprese di essere competitive sul mercato, occorre un minor utilizzo di risorse ed una loro completa riciclabilità. Le prime esperienze maturate in Europa e anche in Italia testimoniano come questo binomio, catalizzato dalle autorità pubbliche, è la sintesi di un approccio vincente per tutti, anche per un’economia locale diffusa che può permettere di superare la crisi grazie al riutilizzo, recupero e riparazione di oggetti che richiedono appunto una responsabilità del produttore che non si chiude con l’immissione del bene sul mercato, ma traguarda al riutilizzo del bene stesso, anche sotto altra forma.
Questo convegno è la prima occasione in Italia per riflettere a tutto tondo su come l’applicazione in Italia dell’art. 8 della direttiva quadro sui rifiuti possa aprire nuove strada verso traguardi di sostenibilità che portino ad azzerare i rifiuti da avviare a smaltimento».
Fonte: http://info.lowimpact.it/
La responsabilità estesa del produttore (Epr) è una strategia disegnata per promuovere l’integrazione dei costi ambientali sostenuti nella produzione e utilizzazione di un bene, nel corso del suo ciclo di vita, nel prezzo prodotto stesso.
E’ stata ufficialmente introdotta nell’ordinamento giuridico con la direttiva europea quadro sui rifiuti 98/2008 e recepita dallo Stato Italiano con il decreto 205/10.
Il Governo ha ora il compito, attraverso specifici decreti, di regolamentarne l’attuazione.
Il convegno intende quindi porre l’attenzione sulle criticità e sui punti di forza dell’applicazione di questa strategia, in Italia e in Europa, sotto diversi punti di vista.
A moderare il dibattito sarà Roberto Cavallo, presidente di ERICA, azienda leader in Italia per la comunicazione ambientale. Sono quindi previsti interventi di Andrea Cinosi, presidente di Low Impact, e di Pietro Di Paolo, assessore alle attività produttive e rifiuti della Regione Lazio. Thomas Lindhqvist, della Lund University (Svezia), parlerà quindi delle esperienze europee, mentre Angelo Monfredini (Xerox SpA), Luigi Langella (Seat) e Walter Facciotto (CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi) porteranno la voce delle aziende sull’Epr.
«L’Associazione “Low Impact” è nata con l’obiettivo di diffondere la cultura del Risparmio Ambientale e di creare le condizioni perché tutti i soggetti siano facilitati nell’adottare impegni concreti in tal senso – afferma Andrea Cinosi Presidente di Low Impact. Trattandosi della prima volta che una tematica di tale rilevanza viene approfondita in maniera autorevole in Italia, il convegno organizzato in collaborazione con Cooperativa Erica è una testimonianza della strategia vincente adottata da Low Impact che mira alla promozione di comportamenti concreti per il Risparmio Ambientale e promuove un’azione sinergica di tutti i soggetti coinvolti nella difesa ambientale, come significativamente dimostrato da temi complessi e delicati come quello della Responsabilità Estesa del Produttore».
«Solo una stretta collaborazione tra autorità locali imprese e cittadini permetterà una reale sostenibilità dello sviluppo – spiega Roberto Cavallo, Presidente di ERICA. In questo quadro, pensando ai rifiuti, per consentire ai cittadini di fare una raccolta differenziata ottimale e alle imprese di essere competitive sul mercato, occorre un minor utilizzo di risorse ed una loro completa riciclabilità. Le prime esperienze maturate in Europa e anche in Italia testimoniano come questo binomio, catalizzato dalle autorità pubbliche, è la sintesi di un approccio vincente per tutti, anche per un’economia locale diffusa che può permettere di superare la crisi grazie al riutilizzo, recupero e riparazione di oggetti che richiedono appunto una responsabilità del produttore che non si chiude con l’immissione del bene sul mercato, ma traguarda al riutilizzo del bene stesso, anche sotto altra forma.
Questo convegno è la prima occasione in Italia per riflettere a tutto tondo su come l’applicazione in Italia dell’art. 8 della direttiva quadro sui rifiuti possa aprire nuove strada verso traguardi di sostenibilità che portino ad azzerare i rifiuti da avviare a smaltimento».
Fonte: http://info.lowimpact.it/
venerdì 10 giugno 2011
Il riciclo evoluto e intelligente di pneumatici, camere d'aria e cinture di sicurezza
In America e in Europa si consumano ogni anno più di 10 milioni di tonnellate di pneumatici. In Italia circa 400.000 tonnelato all'anno.
Tutti usiamo i pneumatici ma non tutti sappiamo che si tratta di un prodotto non biodegradabile che si consuma velocemente e che è molto difficile da smaltire.
Per decomporre i pneumatici, i batteri impiegherebbero più o meno cento anni: se invece venissero bruciati in discarica si sprigionerebbero nell'aria vapori sulfurei e composti organici clorurati. Mentre se fossero seppelliti, sarebbero le generazioni dopo di noi a ritrovarsi degli inquinanti nocivi nel terreno.
Non resta quindi che trovare soluzioni per recuperarli, inventando nuovi modi di utilizzarli.
Interessante e molto utile dal punto di vista del rispetto dell'ambiente e dell'innovazione è il crescente riutilizzo dei pneumatici nel design e nella moda.
Tra le linee più interessanti, originali e creative nell'ambito dell’eco-fashion troviamo le collezioni di Hell's Kitchen, azienda italiana fondata dallo stilista veronese Marco Lai.
Gli articoli Hell's Kitchen sono interamente assemblati a partire dalle camere d’aria di pneumatico, vecchi tessuti in camicia e cinture di sicurezza dell’auto.
Non esiste un pezzo uguale all’altro: ogni borsa, porta il segno distintivo di una storia diversa ed originale.
Si tratta di capi artigianali, interamente realizzati con materiali vintage e procedure attente all’ambiente e per questo sinonimo di una nuova dimensione di eccellenza per la quale l'azienda è famosa nel mondo.
Riuso intelligente dei materiali e ricerca della qualità completano la ricetta urban-chic di Hell’s Kitchen che, per la prima volta, presenta la propria collezione P/E 2012 all’80° Pitti Immagine Uomo, che si tiene nella storica Fortezza dal Basso a Firenze dal 14 al 17 giugno.
http://www.pittimmagine.com/it/fiere/uomo/ : Sala della Guardia, Stand n. 14.
Hell's Kitchen è quindi la linea dedicata a chi cerca uno stile versatile e non omologato, un look culturalmente evoluto e vuole contemporaneamente farsi portatore di un messaggio di responsabilità e rispetto nei confronti del nostro pianeta.
Linea adatta anche a chi è alla ricerca di accessori totalmente cruelty-free!
http://www.hellskitchen.it/
Tutti usiamo i pneumatici ma non tutti sappiamo che si tratta di un prodotto non biodegradabile che si consuma velocemente e che è molto difficile da smaltire.
Per decomporre i pneumatici, i batteri impiegherebbero più o meno cento anni: se invece venissero bruciati in discarica si sprigionerebbero nell'aria vapori sulfurei e composti organici clorurati. Mentre se fossero seppelliti, sarebbero le generazioni dopo di noi a ritrovarsi degli inquinanti nocivi nel terreno.
Non resta quindi che trovare soluzioni per recuperarli, inventando nuovi modi di utilizzarli.
Interessante e molto utile dal punto di vista del rispetto dell'ambiente e dell'innovazione è il crescente riutilizzo dei pneumatici nel design e nella moda.
Tra le linee più interessanti, originali e creative nell'ambito dell’eco-fashion troviamo le collezioni di Hell's Kitchen, azienda italiana fondata dallo stilista veronese Marco Lai.
Gli articoli Hell's Kitchen sono interamente assemblati a partire dalle camere d’aria di pneumatico, vecchi tessuti in camicia e cinture di sicurezza dell’auto.
Non esiste un pezzo uguale all’altro: ogni borsa, porta il segno distintivo di una storia diversa ed originale.
Si tratta di capi artigianali, interamente realizzati con materiali vintage e procedure attente all’ambiente e per questo sinonimo di una nuova dimensione di eccellenza per la quale l'azienda è famosa nel mondo.
Riuso intelligente dei materiali e ricerca della qualità completano la ricetta urban-chic di Hell’s Kitchen che, per la prima volta, presenta la propria collezione P/E 2012 all’80° Pitti Immagine Uomo, che si tiene nella storica Fortezza dal Basso a Firenze dal 14 al 17 giugno.
http://www.pittimmagine.com/it/fiere/uomo/ : Sala della Guardia, Stand n. 14.
Hell's Kitchen è quindi la linea dedicata a chi cerca uno stile versatile e non omologato, un look culturalmente evoluto e vuole contemporaneamente farsi portatore di un messaggio di responsabilità e rispetto nei confronti del nostro pianeta.
Linea adatta anche a chi è alla ricerca di accessori totalmente cruelty-free!
http://www.hellskitchen.it/
mercoledì 25 maggio 2011
Montalto dice no alla sperimentazione animale
I principi etici che da sempre guidano l’operato di Montalto sin dalla sua fondazione, nel 1957, sono l’attenzione verso l’Uomo e l’Ambiente Naturale, considerati come un unicum inscindibile.
Il credo dell'azienda si riassume nel concetto che i cosmetici sono il Cibo per la Pelle, ed è quindi importante che siano formulati con materie prime naturali e biologiche, coltivate secondo i ritmi e i tempi della Natura, nell’assoluto rispetto di tutte le forme di vita della Terra.
E’ per questo motivo che i prodotti Montalto:
* non contengono conservanti e coloranti sintetici, siliconi, lacche e sostanze derivanti da uccisione di animali;
* non sono sperimentati su animali, e le materie prime che li compongono provengono da filiera corta e controllata;
* sono testati su volontari e sottoposti a test dermatologici su volontari di istituti indipendenti;
Tutti i prodotti naturali Montalto sono certificati o in fase di certificazione da CCPB, ente noto per l'applicazione di vincoli e paletti molto rigidi nelle formulazioni e nella provenienza degli ingredienti.
Gli esperimenti concernenti la tossicità da uso ripetuto, la tossicità riproduttiva e la tossicocinetica riguardano esclusivamente principi attivi di origine chimica/sintetica e/o nuovi e sconosciuti: Montalto tratta solo materie prime di origine vegetale biologica e non è coinvolta in questi processi.
Montalto, in ottemperanza ai propri principi etici, è intenzionata a continuare sulla linea del rispetto per tutti gli esseri viventi, e a contribuire allo sviluppo di un mercato sempre più libero, armonico e pulito.
http://www.montaltonatura.com/
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