lunedì 27 agosto 2012

A Sarzana il primo festival europeo dedicato alla creatività

Il primo appuntamento europeo dedicato alla creatività si chiama Festival della Mente  e si terrà a Sarzana dal 31 agosto al 2 settembre.
Sono previsti circa 90 incontri per adulti e bambini con filosofi, scienziati, scrittori,artisti, musicisti, psicoanalisti, storici, attori e registi, italiani e stranieri, che hanno avviato riflessioni originali sulla natura e sulle caratteristiche di una delle più apprezzate tra le capacità umane, la creatività.

Tra i tanti incontri, vi segnaliamo:


"AvventurosaMente sotto i mari" - Folco Quilici  venerdì, 31 AGOSTO ALLE 18.30 in cui, attraverso un percorso avventuroso e misterioso, anche con immagini straordinarie tra i mari del mondo, si scoprirà come le creature del mare non rappresentano un pericolo, se le si conosce e ci si comporta da amici.guidati da Folco Quilici.


"Cultura, ambiente, paesaggio. Per un futuro sostenibile" - Mauro Agnoletti e Ilaria Borletti Buitoni che si terrà DOMENICA, 2 SETTEMBRE ALLE 12.00  (ingresso euro 3,50 - tutto il ricavato sarà devoluto alla biblioteca alluvionata del Liceo Giacomo Leopardi di Aulla

Per saperne di più: http://portale.festivaldellamente.it/it/home

lunedì 20 agosto 2012

Tra il 25 e il 26 agosto si celebra la notte internazionale dei pipistrelli


La notte tra il 25 e il 26 agosto si celebra la notte dei pipistrelli in più di 30 Paesi del mondo, tra cui l'Italia.

Obiettivo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare le persone sull'importanza di questi animaletti tanto bistrattati, nonostante la loro utilità, dando informazioni sulle loro caratteristiche e sulle loro abitudini.

Per l'occasione, sono previste le "bat walks" durante le quali sarà possibile ascoltare i pipistrelli grazie ad appositi strumenti tecnologici in grado di captare gli ultrasuoni.

Per saperne di più visitate il sito dell'organizzazione che si occupa della tutela e della conservazione di questi simpatici animaletti e su cui sono segnalate tutte le iniziative previste per la notte del 25 agosto: http://www.eurobats.org/news_events/european_bat_night.htm .

E ...... se dovesse entrare un pipistrello in casa vostra, non spaventatevi ..... ha solo sbagliato strada!
Per farlo uscire non inseguitelo con la scopa ma, per aiutarlo, spegnete la luce ed aprite tutte le finestre: in questo modo se ne andrà da solo.




sabato 4 agosto 2012

Ami veramente il mare?

equology promuove la dieta vegana per ragioni etiche, ambientaliste e di salute quindi è a favore di un'alimentazione priva di ingredienti di origine animale, incluso il pesce: http://www.tutelafauna.it/News/Pesca/Perche_non_mangiare_pesce.kl


Ma, per chi proprio non può fare a meno di mangiarlo, consigliamo caldamente di informarsi il più possibile su provenienza e metodi di pesca.

Tre sono i link importanti di cui  tener conto:
http://ocean.nationalgeographic.com/ocean/take-action/impact-of-seafood/#/seafood-decision-guide/
http://blogs.worldwatch.org/nourishingtheplanet/five-fish-that-are-sustainable-and-almost-guilt-free/?utm_source=The+Nourishing+the+Planet+Project&utm_campaign=fa5b17f997-NtP_Draft_2_5_11_2012&utm_medium=email
http://www.slowfood.com/slowfish/pagine/ita/pagina.lasso?-id_pg=94

Buona lettura e soprattutto, se davvero amate il mare, ........ buona riflessione!


lunedì 30 luglio 2012

Scelte che pesano sull'ambiente: quello che compriamo e mangiamo e le emissioni di CO2

Carbon Footprint e Life Cycle Assessment sono concetti di cui ormai la maggior parte di noi è a conoscenza.
Associazioni, aziende "visionarie" e coraggiose e media ne parlano sempre più spesso.
Ma purtroppo la sensazione è che restino concetti "astratti", lontani da noi e che il gap tra quello che sappiamo e che continuiamo a fare o meglio, a non fare, non riesca a colmarsi.
Forse perché sembra troppo faticoso e difficile cambiare abitudini e mettere in pratica comportamenti virtuosi in cui la maggior parte di noi crede.
Ma è arrivato il momento in cui tutti noi dobbiamo fare i conti con la realtà e ammettere che non è più possibile rimandare ad oltranza lo switch verso scelte di vita e consumo rispettose dell'ambiente e di tutti gli esseri viventi.
Ben vengano quindi tutte le novità e gli strumenti che facilitano il nostro percorso verso la sostenibilità.


Tra questi molto utile il "calcolatore" COOP che permette di misurare quanto pesa la spesa che facciamo in termini di emissioni di CO2, ovvero il suo Carbon Footprint.
Il calcolatore è presente sul sito www.coopambiente.it e ci fa capire in tempo reale quanti gas serra vengono emessi per produrre un determinato prodotto o alimento.
I valori misurano i KG di CO2 per KG di alimento pronto al consumo.
Un esempio significativo?
Per produrre 1 kg di legumi (proteine vegetali) vengono emessi 2 kg di CO2: per produrre 1 kg di carne bovina i KG di CO2  emessi sono ben 30!
Questo conferma che ciascuno di noi può fare la sua parte a favore della tutela dell'ambiente orientando le proprie scelte alimentari verso lo stile di vita veg, consumando ad esempio più proteine vegetali.

Se ti senti pronto a misurare l'impatto ambientale e a riflettere sulle tue scelte alimentari:  http://www.coopambiente.it/guest?action=visualizza_articolo&id=3402



mercoledì 18 luglio 2012

Lavorare per l'industria bellica? No grazie!

In un periodo di crisi economica e di grande difficoltà, ci ha fatto molto piacere leggere su un noto quotidiano che un'azienda di Pisa ha detto di no all'offerta di costruire un impianto per refrigerare la vasca in cui sarebbero stati testati siluri militari.
La decisione è stata presa dal giovane e illuminato titolare insieme ai dipendenti: in assemblea la maggioranza ha deciso di non lavorare per l'industria bellica, nonostante l'azienda sia in serie difficoltà.
Un esempio virtuoso e coraggioso di un'azienda che ha dimostrato di agire secondo i principi del mkt 3.0, poiché ha dato più importanza ai valori rispetto alla redditività immediata.
Una prova di maturità, serietà e coerenza rispetto alla vision etica chiaramente espressa dal nome stesso dell'azienda: Morellato Energia Etica e Ambiente.
Un sincero augurio, da parte nostra, al Signor Morellato e a tutti i suoi valorosi dipendenti di avere tutto il successo che si meritano.
Ad astra per aspera.




giovedì 14 giugno 2012

E' arrivato il momento di chiederci come si produce quello che mangiamo




Come si produce, coltiva e alleva quello che mangiamo? Qual'è l'impatto ambientale dell'agricoltura moderna? 
Gli eccessi produttivi, gli sprechi, il lavoro nero... tutto il NERO dell'agricoltura in un libro. 


Un agronomo svela magagne, sprechi e storture di come si produce quello che mangiamo. 


Se siete nei dintorni, potete scoprirlo alla presentazione del libro-inchiesta: Il libro nero dell'agricoltura di Davide Ciccarese che si tiene oggi alle 18.30 nella Corte Nord di Cascina Cuccagna. 




All'incontro interverranno l'autore e Andrea Di Stefano, Presidente del Consiglio Direttivo di Consorzio Cantiere Cuccagna, direttore del mensile di economia sociale, finanza etica e sostenibilità, Valori. 


Oggi l'agricoltura si è trasformata in un processo produttivo senza precedenti, una catena di montaggio slegata dall'ambiente che la circonda. 


Ortaggi fuori stagione percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole, sementi ibride e OGM si diffondono a danno delle varietà locali, i terreni sono esausti e le falde acquifere sono sempre più contaminate da concimi chimici e pesticidi, tutti veleni che finiscono nei nostri piatti. 


Anche gli allevamenti si sono trasformati in fabbriche, in cui gli animali vivono ammassati. 


Il sogno di sconfiggere la fame nel mondo grazie all'agricoltura intensiva si è infranto contro la diffusione di malattie come il Morbo della mucca pazza o l'influenza aviaria ed eventi come la progressiva scomparsa delle api rischiano di avere effetti catastrofici sull'equilibrio del pianeta. 


La minaccia è globale: l'agricoltura deve essere ripensata per soddisfare i bisogni di una popolazione mondiale in costante crescita e diventare allo stesso tempo uno strumento di riscatto sociale ed economico, nel rispetto  dell'ambiente. 


Ci sarà bisogno di nuove parole dal sapore antico: prossimità, stagionalità, sovranità e sicurezza alimentari. Ma, soprattutto, l'uomo dovrà imparare a comportarsi da ospite e custode del pianeta. 


martedì 12 giugno 2012

Ma le fibre naturali possono davvero considerarsi eco?

La sostenibilità sta assumendo sempre più importanza anche nell'ambito della moda.

In assoluto, per valutare il reale grado di sostenibilità di un prodotto, si dovrebbe considerare il suo intero ciclo di vita.
Nel caso dei capi di abbigliamento, oltre al consumo del terreno coltivo, di acqua, di energia dovremmo tener conto anche dell'impatto ambientale degli animali da tosa e dei bachi da seta (per non parlare degli allevamenti, intensivi e non, nel caso della pelle).
Non vanno quindi sottovalutate le condizioni di produzione delle materie prime che, di fatto, influenzano moltissimo il grado di sostenibilità del prodotto finale e alle quali dovremmo pensare ogni volta che stiamo per acquistare un vestito o un accessorio.

Ad esempio pensiamo al cotone, la più diffusa tra le fibre naturali. La sua coltivazione richiede l'utilizzo di vastissime aree di terreno oltre che un elevatissimo impiego d'acqua.
Secondo recenti stime, la produzione di 1 kg di abbigliamento di cotone richiede l'utilizzo di 9,4 metri cubi di acqua con punte intorno ai 20 metri cubi se la coltivazione avviene in paesi come l'India. Inoltre, per coltivarlo, viene fatto largo uso di pesticidi e fertilizzanti con gravi conseguenze sia sull'ambiente sia sulla salute delle persone che lavorano nei campi.
Se decidiamo di vestirci in cotone, dovremmo almeno fare lo sforzo di scegliere capi certificati bio: ad esempio la certificazione internazionale GOTS (Global Organic Textile Standard)  definisce uno standard per la lavorazione delle fibre biologiche, includendo criteri ambientali e sociali lungo tutta la filiera produttiva.

Nel caso di produzione della lana, i principali fattori di impatto ambientale sono le conseguenze degli allevamenti sui terreni e gli scarti generati dalle prime fasi di lavorazione. Ad esempio, i reflui delle operazioni di lavaggio della lana contengono sostanze inquinanti, a cui si vanno ad aggiungere le sostanze chimiche utilizzate nelle varie fasi di lavorazione che vanno dai lavaggi (detergenti, tensioattivi, ammorbidenti, candeggianti etc) alla filatura, dalla tessitura ai trattamenti tintoriali e di fissaggio. Inoltre i mercati di produzione della lana sono sostanzialmente tre (Australia, Nuova Zelanda e Cina): pensate a quante CO2 vengono emesse per farla arrivare ai mercati di impiego!

Interessanti, invece, fibre di origine vegetale quali la canapa, l'ortica, il bambù che sono di facile coltivazione e adatte a qualificare terreni non sfruttabili per altre coltivazioni e che stanno iniziando ad essere utilizzate con successo nell'ambito dell'abbigliamento.  La coltivazione di queste  piante necessita di un uso minimo di diserbanti e fitofarmaci e la possibilità di produrle a livello locale riduce l’impatto ambientale derivante dal trasporto.

Alla luce di questi dati e considerazioni, di che fibra sarà il tuo prossimo vestito?

Fonte: Il Bello e il Buono. Le ragioni della moda sostenibile www.ilbelloeilbuono.info
Per approfondimenti:
http://www.global-standard.org/
http://www.hemp.com/







lunedì 4 giugno 2012

I detersivi: li conosciamo davvero e soprattutto sappiamo cosa contengono?

Si avvicinano le vacanze estive ed è piacevole iniziare a pensare alle spiagge, al mare, ai bagni che faremo ......

E' naturale chiederci se l'acqua in cui nuoteremo sarà davvero pulita ed è inevitabile pensare ai pericoli causati dall'inquinamento di cui riteniamo per lo più responsabili le aziende, dalle più piccole alle più strutturate come le multinazionali.

Ma siamo sicuri che la salute dei nostri mari dipenda solo da queste ultime?
Noi stiamo facendo la nostra parte per preservare i nostri mari? 

Mozziconi di sigarette a parte e comportamenti  "virtuosi" da tenere direttamente in loco per avere un'impronta più leggera possibile, abbiamo mai riflettuto sul fatto che possiamo contribuire al benessere delle acque da casa anche e soprattutto durante tutto l'anno?

Tutto questo semplicemente facendo attenzione ai detersivi che utilizziamo.

Molti di noi sono attenti alla "chimica" presente negli alimenti, cioè a conservanti e additivi nei prodotti alimentari, ma ancora troppe poche persone si preoccupano dei composti chimici contenuti nei detergenti per la casa e per l'igiene personale.


Anche se la storia degli  ultimi anni vede leggi più stringenti per i produttori,  modifiche nella composizione dei detersivi tradizionali al fine di renderli meno inquinanti, sviluppo di produzioni di detersivi e detergenti ecologici e sviluppo di depuratori delle acqua reflue, molti problemi e interrogativi persistono.
Problemi e interrogativi,  indotti anche da un enorme utilizzo dei detersivi,  relativamente alla biodegradabilità, all'aggressività sulla pelle, alla capacità dei depuratori  di effettuare un blocco dei componenti dei detersivi dannosi all'ambiente.


Ad esempio alcuni possono contenere alcuni composti chimici che non riescono a degradarsi.
Se presenti in grande concentrazione possono passare, nonostante le barriere inserite come i depuratori, in ambienti naturali specie nei mari, risultando dannosi per per gli equilibri degli ecosistemi e per la salute umana.


In Italia ogni anno 1 milione e mezzo di tonnellate di sostanze di sintesi in parte derivati dal petrolio, sono utilizzate per la pulizia  e oltre 25,5 kg chilogrammi di prodotti per la pulizia della casa, per persona, entrano nelle nostre case e poi finiscono nelle acque di scarico



Essere attivi e scegliere può voler dire anche decidere quali detersivi scegliere orientando le proprie scelte verso prodotti ecologici e, perché no, fai da te.


Ci sono corsi per imparare ad auto produrli, come ad esempio quello che si terrà a L’università del Saper Fare del circolo per la Decrescita Felice di Torino.
Il corso, tenuto da  Marta Dominimo, si terrà sabato 9 Giugno dalle 10 alle 12.30 c/o Imbarchino- Viale Cagni , 37. 
Si imparerà in modo pratico come auto produrre alcuni prodotti per la pulizia della casa, in modo semplice, con ingredienti naturali, economici ed assolutamente ecologici.
La quota di partecipazione è a  offerta libera mentre è necessaria l'iscrizione:  http://www.mdftorino.it/?p=1388
Ma ci sono anche libri e siti che ci possono guidare ed aiutare, solo per citarne alcuni:
- Ecomanuale di casa di Ornella Navello - Edizion Cosmopolis
E' facile e basta solo un po' di buona volontà e passione. 
E, allora, cosa aspetti a prender parte attivamente all'eco-cambiamento?







giovedì 10 maggio 2012

Un nuovo prodotto per rinfrescare le mucche durante i mesi estivi


Il titolo può trarre in inganno e far pensare ad un nuovo prodotto nato per rendere migliore la vita delle mucche.
In realtà si tratta di un nuovo escamotage per evitare che ci sia un calo di produzione di latte o di fertilità negli allevamenti a causa delle alte temperature durante i mesi estivi.
Un nuovo prodotto che, aggiunto alla razione giornaliera di cibo dei poveri animali, ne abbassa la temperatura ed evita che mangino meno, che producano meno latte e si riproducano meno a causa del caldo!
E' un dato di fatto: la nostra società continua a manifestare una totale mancanza di coscienza verso lo sfruttamento crudele di questi poveri animali.
Una mucca non è niente più di un oggetto....... questa è ormai la triste realtà.
Mucche che non vedono la luce del sole, che hanno poco spazio per muoversi (se non addirittura nessuno spazio!), che vengono fecondate artificialmente, costrette a produrre quotidianamente quantità di latte almeno 10 volte in più rispetto a quello che produrrebbero in natura e a cui viene strappato il vitellino a soli 2 giorni dalla nascita.
Ma noi, insieme, possiamo fare la differenza e cambiare le cose: non è difficile rinunciare a latte e formaggi, ci sono ormai sul mercato moltissime alternative 100% vegetali.
Alternative gustose e anche sane: un consumo inferiore di latte e latticini non può che giovare alla nostra salute.
Perché, a pensarci bene poi, siamo gli unici mammiferi sulla faccia della terra a nutrirci di latte e derivati dopo lo svezzamento! Siamo proprio sicuri di averne così bisogno?


sabato 28 aprile 2012

Al via le Cartoniadi: siamo tutti invitati a partecipare!


Sono appena iniziate le Cartoniadi, gara collettiva organizzata da Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, al fine di coinvolgere la collettività nel raggiungimento dell'obiettivo comune di una più corretta gestione dei rifiuti.
La gara si svolge tra quartieri della stessa città o Comuni della stessa Regione che, per un mese, si sfideranno a colpi di carta e cartone per decretare il campione del riciclo.



Il premio? Una somma di denaro che dovrà essere obbligatoriamente utilizzata a favore della collettività, i.e. riqualificazione aree pubbliche, acquisto di libri e computer per le scuole, illuminazione fotovoltaica, mezzi elettrici .......

Siamo tutti invitati a partecipare, perché il successo della raccolta differenziata dipende anche dall'impegno di tutti i cittadini.
Per saperne di più: www.comieco.org